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venerdì 29 dicembre 2006

pin up #2

Summer Jamboree #7
22 agosto 2006


Panasonic Lumix DMC-FZ30 - 1/125 - F5.0 - ISO80


Anche oggi fa un freddo cane, c'è nebbia, naso e mani congelate... anche oggi è inverno.
E io (anche oggi) odio il freddo...

Anche oggi la nostalgia dell'estate mi sta assalendo, anche oggi (ancora!) volo col pensiero a quei momenti caldi e aspetto il disgelo.
E pensando all'estate, la nostalgia non è solo per il caldo, il sole e il mare, ma anche per il Summer Jamboree e per quell'atmosfera anni '40-'50 che per una settimana si respira in ogni angolo della città.
E anche per tutti quegl'
interessantissimi soggetti da catturare (fotograficamente parlando).

Ecco, ora sto già meglio...
(ma allora come mai, anche oggi, ho sempre naso e mani congelate?)

giovedì 28 dicembre 2006

nostalgia d'estate

Oggi fa un freddo cane, c'è nebbia, naso e mani congelate... è inverno.
E io odio il freddo...
La nostalgia dell'estate mi sta assalendo, volo col pensiero a quei momenti caldi e aspetto il disgelo.

Panasonic Lumix DMC-FZ30 - 1/80 - F5.0 - ISO100

Ecco, ora sto già meglio...
(ma allora come mai ho sempre naso e mani congelate?)

mercoledì 27 dicembre 2006

contest "abbracci" di Photo4u


...e finalmente vedo una mia foto pubblicata su FotoCult! :-)

Dopo numerosi tentativi, stavolta una mia foto è stata premiata dalla giuria in un contest su photo4u.
Più o meno a cadenza mensile, il sito organizza un contest a tema.
Chi desidera partecipare ha un periodo stabilito di tempo per scattare e spedire una foto, dopodichè i lavori vengono esposti sul sito in forma anonima e qualsiasi iscritto può dare la sua votazione scegliendo 5 immagini in ordine di preferenza alle quali vengono assegnati dei punteggi decrescenti a 5 a 1 punto nell'ordine con cui sono state indicate.
Allo scadere del tempo a disposizione per le votazioni viene stilata una classifica "popolare", e dopo alcuni giorni viene invece pubblicato il "premio della critica" e le prime tre classificate ricevono, come unico premio 'tangibile' oltre alla gratificazione personale per aver centrato l'obiettivo, la pubblicazione sulla rivista di fotografia 'FotoCult'.

Il tema del mese scorso era "abbracci" ed io ho partecipato con questa foto:

'melabbraccio'
Panasonic Lumix DMC-FZ30 - 1 sec. - F3.6 - ISO80
minitripod + macro

Questa era la classifica dopo la votazione "popolare": la mia foto si era posizionata all'8° posto, tutto sommato non male rispetto alla media delle altre partecipazioni ai contest.
Poi stamattina ho comprato FotoCult di gennnaio/febbraio 2007 (finalmente è uscito!) e ho trovato una bella sorpresa: la giuria 'seria' mi ha assegnato il secondo posto e finalmente vedo coronato un mio sogno (dopo due passate segnalazioni di vecchi contest con la pubblicazione del nome ma non della foto).



Ecco la classifica finale sul sito, anche queste sono soddisfazioni! :-)



...e, tanto per curiosità, questo è il backstage casalingo per la realizzazione della foto:
due mele, un po' di cartoncini neri come sfondo, una lampada da scrivania coperta con un tovagliolo di carta per diffondere e ammorbidire l'illuminazione, un cartoncino chiaro per rimbalzare la luce e schiarire il set, un mini-tripod traballante comprato dai cinesi, un coltello, due mele e un quarto d'ora di pace familiare.
La macchina fotografica... c'era prima di fare questo scatto! ;-)

domenica 24 dicembre 2006

Auguri da Samuele Bersani

... non ricordo se io sia iscritto alla mailing list sul suo sito, ricordo solamente qualche giorno fa di avergli scritto una mail segnalandogli questo blog (che ha il nome di una sua canzone).
Fatto sta che aprire stamattina la casella di posta e trovare questo suo biglietto di auguri virtuale... mi ha fatto iniziare bene la giornata!
:-)




Grazie Samuele, Buon Natale anche a te!

sabato 23 dicembre 2006

Christmas nightmare

...proprio non riesco a capire come abbia fatto a finirci dentro, ricordo solamente che stavo gironzolando tra un grattacielo e l'altro appeso alla mia ragnatela quando all'improvviso mi sono trovato invischiato in questa dannata specie di... albero di Natale gigantesco!


Panasonic Lumix DMC-FZ30
1/13
F2.8
ISO80
macro



Ma chi può aver creato un albero così grande? ...e queste palle enormi?
Viste le dimensioni non vorrei che tutto ciò fosse opera di Galactus, nel caso dovrei immediatamente avvisare Reed Richards e far intervenire i Fantastici 4 al completo!!
Maledetto albero, non riesco a divincolarmene via, i suoi filamenti luccicanti mi bloccano le articolazioni, e più faccio resistenza più mi avvolgono, diamine!
Mi sta stringendo il collo, faccio fatica a respirare, e poi queste dannate luci intermittenti scaldano da morire, se non riuscirò ad allontanarmi in fretta stasera avremo barbecue di ragno, e la cosa non mi va poi troppo a genio...

Forza ragnetto, usa tutta la forza che hai, DEVI staccarti da questo maledettissimo albero d
i Natale, devi scappare dal Natale...
via dal Natale......

devi scappare.......

viaaaaaa.............

Panasonic Lumix DMC-FZ30
1/13
F2.8
ISO80
macro


"Peter... Peteeer!!! Svegliati tesoro, è solo un brutto sogno!!"

...dove sono? Mi sento tutto sudato, l'albero di Natale non c'è più, e la voce che mi chiama è quella di... Mary Jane!!
Ma allora stavo sognando, era tutto un brutto incubo!

Già... l'incubo è passato, ma il Natale, quello vero, non ancora...
e ora che ci penso, a furia di andare a zonzo per cercare di risolvere l'
enigmatico delitto, mi sono dimenticato di comprare un regalo per Mary Jane....

Ragnetto, sei sempre il solito, non ne fai mai una giusta...

Buon Natale... siamo sicuri?

Visto che ormai ci siamo...

...che tutti i blog seri fanno gli auguri al mondo intero...
...che non se ne può fare a meno...
...che dicono porti fortuna, felicità e soldi...
...che tanto, anche non aspettandolo, tutti gli anni arriva puntuale...
...che il prossimo anno scriverò una letterina al "caro Romano" proponendogli di annullare 'sta
inutile festa consumistica (per me, ma utilissima per chi vende inutilità varie)...
...che se continua così diventerà rosso sul calendario anche Halloween (non se ne potrebbe fare a meno)...
...che forse, tra breve, anche il giorno del ringraziamento diventerà festa acquisita in Italia
(potremmo forse farne a meno anche di quella?)...
...che il conto in banca non sarà forse in rosso, ma tende orgoglioso all'arancio intenso...
...che la
speranza che tutto passi presto ci farà da conforto...
...che, forza, tra pochi mesi arriverà anche la Pasqua (evviva!)...

tutto ciò premesso...
beccatevi 'sti auguri, cercate se possibile di sopravvivere, e non se ne parli più!

;-)


venerdì 22 dicembre 2006

le mie foto su...

...siti di artisti e gruppi musicali, anche queste sono soddisfazioni! :-)

Alcuni artisti che si sono esibiti nelle ultime edizioni del Summer Jamboree hanno inserito alcune mie foto sui loro siti personali dopo averle viste (e chiesto la disponibilità) sulla mia galleria su pbase dedicata alla manifestazione.
Ecco una schermata delle loro pagine web:


www.suemoreno.com





www.myspace.com/SueMoreno





www.coconutcity.com






www.hogsofrhythm.com



giovedì 21 dicembre 2006

anche i supereroi...

...hanno bisogno, ogni tanto, di riposarsi...

...e sì, mi ci vorrebbe proprio un po' di riposo, dopo l'ennesima nottataccia passata in bianco alla ricerca di qualche indizio sull'ormai
enigmatico delitto al molo 17 dello scalo merci, e come le notti precedenti non ho trovato nessun aiuto per scoprire l'identità del cadavere con la testa mozzata, né per scovare il movente né tantomeno il mandante del delitto.
I miei informatori non ne sanno niente, gli scagnozzi di Kingpin si chiamano fuori, non è il loro giro, quello... con la Mafia italiana e col clan dei cinesi è buio pesto.
Perfino il gruppo delle Ninja Turtles non ha nessuna novità in merito, a meno che non vogliano tenermi fuori di proposito dal momento che la Katana del XVII secolo è stata trafugata dal loro quartier generale...
O forse quel Leonardo ce l'avrà con me per avergli fatto saltare l'incontro col suo informatore, chissà...

Già, questa nottata non mi ha portato niente di buono.
In compenso sono riuscito a prendermi un bel po' di freddo, sicuramente da domani mi faranno compagnìa raffreddore, mal di testa e indolenzimenti vari, alla faccia dei miei superpoteri da ragno...


Panasonic Lumix DMC-FZ30 - 1/50 - F3.2 - ISO80
macro + flash


Ok, mi riposerò cinque minuti aspettando il sorgere del sole, magari mi verrà in mente qualche idea su che direzione prendere...
E poi... anche stanotte Mary Jane sarà stata in pensiero e forse mi avrà aspettato sveglia.

Torna a casa, ragnetto...

cercherai la soluzione a questo enigma un altro giorno.......

martedì 19 dicembre 2006

il tonno con il buco nella pancia

C'era una volta un tonno...

Qualche sera fa, cercando di addormentare i miei figli, ormai preso dal panico perchè sembrava che nemmeno il sonnifero da elefanti potesse avere un benché minimo effetto su quei diavoletti, iniziai ad incastrare mentalmente un po' di frasi a casaccio e venne fuori questa specie di favola.......


Dunque, dicevo... c'era una volta un tonno.
Era un tonno non troppo cresciuto e per questo tutti lo chiamavavo To(n)nino ;-)
Una mattina si svegliò, si stropicciò gli occhi con le pinne, si stiracchiò la coda, si lavò il viso (i pesci lavano il viso quando scendono dal letto? boh!) e, come tutte le mattine, si diresse verso la barriera corallina per fare colazione.
Tornò con la memoria per un attimo allo strano sogno fatto quella notte, ma non riuscendo a ricordarsi da subito tutti i dettagli, non gli diede peso e non ci pensò più.
"Ammazza che fame che ho stamattina, sento un buco allo stomaco..." pensò tra sé e sé mentre nuotava tranquillamente.
Che strana sensazione, oltre ad avere fame il suo stomaco faceva anche degli strani rumori, dei gorgoglii, come se fosse pieno d'acqua...
Il tonno si portò le pinne alla pancia per massaggiarla un po' e... "Omammatonnara! che fine ha fatto la mia pancia???" esclamò sbalordito!!
La pancia non c'era più, c'era solo un buco perfettamente rotondo che lo trapassava da parte a parte, da fianco a fianco, e contorcendosi riuscì a vederci attraverso!
Fece un urlo per lo spavento, non era possibile una cosa del genere, cosa gli era mai successo??
Tremava come una foglia, pensare di rivedere quel buco anche solo per un attimo lo terrorizzava e gli faceva accapponare tutte le squame, brrrrrrr....!!

Mentre tremava ebbe un lampo di memoria... il sogno!!!
Il sogno che fece quella notte, era stranissimo, ma... e se per qualche strana coincidenza non fosse stato tutto un sogno, ma fosse realmente accaduto e fosse lui a pensare di averlo solamente sognato?
Il cervello quasi gli friggeva mentre si sforzava di ricordare, ma infine riuscì a ricostruire ciò che aveva sognato (e forse realmente vissuto), dunque: ricordò il passaggio di una barca, lassù in alto, che mascherò per alcuni attimi i raggi della luna impedendogli di vedere bene all'intorno, poi sentì di essere finito in una rete insieme ad altri tonni, a quel punto si ritrovò sbatacchiato sopra un bancone di legno, si sentì afferrato da due mani forti e nodose, e vide un altro umano che dirigeva verso la sua pancia una cosa più o meno rotonda, forse un cilindro vuoto di metallo, subito dopo sentì un forte dolore al ventre, poi vide quello stesso cilindro che ritornava verso l'alto ma stavolta era pieno di... non vedeva bene, ma sembrava... carne di tonno... la sua carne!!!! e poi le mani che lo trattenevano lo lanciarono fuori dalla barca, si sentì in volo e poi l'impatto con l'acqua gli fece chiudere gli occhi, dopodiché solo un ricordo buio.....

"Mi hanno rubato la pancia!!" esclamò a quel punto "...aiuto, aiuto, mi hanno rubato la pancia!! aiutatemi!" iniziò a gridare in lungo e in largo.
Era disperato, ma lentamente la disperazione cedette il passo alla determinazione di riavere la sua pancia, ed iniziò a studiare un piano.

Quella sera il tonno non si addormentò, ma aspettò pazientemente di rivedere la barca della notte prima e allora, lesto lesto, si intrufolò nella rete portata a strascico e già bella piena di altri pesci che tentavano di sfuggire alla cattura.
Venne sbatacchiato come la sera prima su un bancone di legno, afferrato dalle stesse mani forti e nodose e sentì l'umano che diceva "Hei, questo ha un buco nella pancia, non c'è niente da mettere in scatola! Mettiamolo nella cassetta del pesce che andrà venduto in pescheria..." e così si ritrovò stretto stretto come una sardina immezzo ad altri pesci terrorizzati, ricoperto di ghiaccio, e al buio in un furgone in viaggio verso la pescheria all'ingrosso.
Forse si addormentò, anzi sicuramente dormì perchè quando rivide la luce era bello steso su un bancone del supermercato sotto ai fari, e con la gente che gli passava davanti, lo scrutavano e vedendolo senza pancia chiedevano di acquistare i pesci al suo fianco (era un controsenso, ma si sentì fortunato ad avere un buco nella pancia).
Zitto zitto, quatto quatto, approfittando di un momento senza umani nei paraggi, saltò giù dal bancone e iniziò a saltellare in giro per gli scaffali cercando la sua pancia.
Dove avrebbe mai potuto trovarla? Passò nel reparto casalinghi e non c'era, poi nel reparto detersivi ma anche lì non c'era, fece il giro nel reparto gelati, in quello della biancheria e dei formaggi e salumi, ma anche lì non c'era.
Era quasi in preda allo sconforto quando saltellò nel reparto sottaceti ed alimenti in scatola.
La sua attenzione venne attirata da delle colonne di metallo con strani disegni intorno, tipo... pesci! Sì, quelle erano sardine, e quei disegni su quei cilindri erano dei tonni, evviva!
Aveva trovato delle scatole rotonde uguali uguali a quella che le aveva rubato la pancia, e preso dall'euforia fece un salto e con la coda diede un colpo alla colonna di scatole che rotolarono a terra.
Ora si trattava solo di scegliere, in base al colore e al diametro... questa no, quest'altra nemmeno, questa... "Ecco, questa mi piace!" esclamò felice.
Posò la scatoletta a terra, le si accasciò sopra voltandosi di lato e quando si rialzò la scatoletta occupava perfettamente il buco nella pancia, gli calzava proprio a pennello, era luccicante e (diciamolo) lo faceva sembrare proprio un figurino!
Saltellando si diresse al reparto abbigliamento, dove stette un buon quarto d'ora in camerino a specchiarsi guardandosi da diverse prospettive.
Era soddisfatto, ma... ora il problema era come ritornare al mare.
E già, come poteva fare?
Pensa pensa pensa, vide un bimbo che si dirigeva verso lo scaffale dei giocattoli, lo udì conversare con la mamma e sentì che stava richiedendo un secchiello, una paletta e delle formine per giocare in spiaggia.
Ma sì! Con due saltelli fu sullo scaffale dei giochi, si nascose dentro un secchiello e poco dopo si ritrovò in viaggio verso la spiaggia insieme ad un bimbo felice quanto lui.



Che bello rivedere il mare!
Fece giusto quattro salti, un tuffo in acqua e pochi minuti dopo rivide la sua casa, stanco ma soddisfatto, con la sua bella pancia luccicante.
E quella notte dormì tranquillo perchè grazie al metallo che lo rendeva più pesante facendolo stare ben fermo sul fondo del mare, non correva più il rischi
o di finire nelle reti dei pescatori. :-)

Fonte foto: dalla rete.

Spiderman Vs. Ninja Turtle!

"E' proprio vero che andando a zonzo per i vicoli di New york si fanno degli strani incontri!"

E' questo il pensiero che mi passò per la mente, quella notte, mentre volteggiava appeso alla ragnatela tra un palazzo e l'altro.
C'era uno strano tipo laggiù in basso, seminascosto nella penombra in fondo a quel vicolo; era tozzo e verde, mascherato e con una curiosa corazza sulla schiena somigliante ad un carapace di tartaruga.
Erano quasi le 3 del mattino, cosa ci faceva
quell'essere a quell'ora e in quel posto?
Pensai che fosse meglio controllare da vicino, chissà mai che quel losco figuro non avesse a che fare con l'enigmatico delitto dello scalo merci di poche sere addietro, quando un corpo ancora senza un nome fu ritrovato con la testa mozzato di netto da una Katana del XVII secolo.
Quatto quatto mi appostai sopra un tetto ad osservare le mosse di quell'essere verde in quel vicolo buio.
Se ne stava immobile, seminascosto dall'ombra di una scala antincendio, come se stesse aspettando qualcuno o che succedesse qualcosa.
Un'automobile passò all'imbocco del vicolo e la luce riflessa dei fari provocò uno scintillìo improvviso sul sospetto, all'altezza del petto; fu un solo istante, ma a me bastò per capire che aveva addosso un'arma, un pugnale,
probabilmente, o forse una spada...
Mi sporsi un po' dal mio nascondiglio per vedere meglio, era tutto molto buio e confuso, quando i miei sensi di ragno si attivarono, e un formicolìo intenso mi avvertì che c'era qualcosa che non andava!
Maledizione, il sospetto era sparito!!
Impossibile, lo stavo tenendo d'occhio, che fine poteva aver fatto?
Come poteva volatilizzarsi una persona così all'improvviso a meno di avere il dono del teletrasporto o a meno di essere un......
"Ninja!"
Cribbio, era dietro di me!!

Girandomi di scatto trovai il suo brutto muso a un palmo dalla mia maschera, con un sarcastico ghigno di sfida stampato in faccia e,
brandendo alta la sciabola a coprire la pallida luna, ripeteva ad alta voce le mie ultime parole...
"Ninja... esatto!!"


Panasonic Lumix DMC-FZ30
1/4 sec.
F3.2
ISO80
minitripod + macro


La partenza del fendente fu un tutt'uno col mio scatto all'indietro, udii il rumore metallico della lama che colpiva il cornicione dove un attimo prima stavo appollaiato e mentre salvavo giù nel vicolo lo sentii seguirmi piroettando in aria, un solo fruscìo sommesso poi...
fu il silenzio assoluto.......
Di nuovo era diventato invisibile ai miei occhi, di nuovo era sparito.
Con circospezione mi guardai in giro sperando nell'aiuto del mio senso di ragno.
Quando sentii il solito formicolìo alla nuca, lui era già dietro me, sempre con quell'espressione burlesca, sempre con la sciabola pronta a colpire.


Panasonic Lumix DMC-FZ30
1/2 sec.
F3.2
ISO80
minitripod + macro


Era velocissimo, pur essendo così tozzo e sgraziato; parecchio veloce per assomigliare così tanto a una tartaruga... riuscii a schivare i suoi colpi solo grazie alla mia agilità di ragno, ma non mi riuscì di immobilizzarlo con la ragnatela, era davvero abilissimo a sfuggire ai miei lanci.
Fu solo grazie a un calcio inaspettato e ben assestato che riuscii a disarmarlo, e approfittando del suo temporaneo stupore gli saltai sulle spalle cercando di immobilizzarlo.
Oltre che agile era anche bello forzuto, ora era praticamente una lotta ad armi pari, ed eravamo quasi allo stallo.
"Chi sei e cosa ci fai qua a quest'ora?" gli urlai bloccandogli le braccia e stringendogli i polsi fin quasi a rompergli le ossa
"...cosa ne sai del decapitato senza nome? ...e della Katana? ...sei stato tu a tagliargli la testa? parla!!!"


Panasonic Lumix DMC-FZ30
1/3 sec.
F3.2
ISO80
minitripod + macro

"Caro ragnetto, mi sa che stavolta hai sbagliato persona... sto anch'io indagando su quel delitto... e ora, per favore, se tu lasciassi la presa dalle mie braccia, potrei dirti qualcosa in più... prima di essere costretto a farti male sul serio!"
Diavolo, sembrava sincero, il mio senso di ragno non avvertiva pericolo, e così mollai la presa...

"Il mio nome è Leonardo, sono una Tartaruga Ninja, e quell'antica Katana è stata rubata poche sere fa dal nostro quartier generale. Sto cercando di scoprire chi è il colpevole del furto e perchè se ne è poi andato in giro a tagliar teste alla gente. Non avrei molto piacere se di quell'omicidio ne venisse incolpato il mio gruppo..."
Ora sapevo tutto, e perchè se ne stava nascosto in quel vicolo:
era in attesa di un informatore ed io, involontariamente, gli avevo fatto saltare l'appuntamento, mannaggia!
Ed è andata bene che non mi abbia affettato in due..... me lo sarei quasi meritato!

Quindi
l'enigmatico delitto era ancora tale, quella notte non mi portò niente di buono.
In compenso ero riuscito a mettere i bastoni tra le ruote alla persona sbagliata, mancava ormai poco all'alba, il Daily Bugle aspettava delle foto che non avevo ancora fatto,
non dormivo da due giorni e...
Mary Jane sarà stata in pensiero e forse mi avrà aspettato sveglia.

Torna a casa, ragnetto...

cercherai la soluzione a questo enigma un altro giorno.......

venerdì 15 dicembre 2006

che fine ha fatto Babbo Natale?

...già, che fine avrà mai fatto Babbo Natale??
E' questa la domanda che in tanti si pongono.

Sony DSC-F717 - 1/80 - F2.1 - ISO100

C'è chi giura di averlo visto in spiaggia, la mattina presto, liberare le renne dalla slitta, lasciarle andare a pascolare tranquille per poi sedersi serenamente sulla riva ad ammirare il sole nascere dal mare, gustando soddisfatto, sorso dopo sorso, una bella bibita fresca.

Altri testimoni affermano, invece, di averlo visto spogliarsi dei suoi vestiti ingombranti, e dirigersi, nudo e felice, verso le onde, immergendosi allegramente poco a poco nell'acqua gelida fino a sparire dalla visione.
Non si hanno notizie certe sul suo riemergere dalle acque...

Panasonic Lumix DMC-FZ30 - 1/50 - F3.6 - ISO80


Che fine avrà mai fatto Babbo Natale?

Un alone di mistero avvolge l'intera vicenda, non ci resta che aspettare (con ansia) la notte di Natale.....

occhiali rotti

Enzo Baldoni è il giornalista ucciso in Iraq nell'estate del 2004, e Samuele Bersani gli ha dedicato una stupenda canzone nel suo ultimo Cd "l'aldiquà".
Non è la solita canzone triste e celebrativa per un personaggio che non c'è più, ma un tributo molto orecchiabile e solare, con la speranza alla base di tutto il testo.
E' molto difficile scrivere una canzone di questo tipo, ma nonostante un testo iniziale che può essere un pugno allo stomaco, Bersani riesce a descrivere avvenimenti virtuali attraverso gli occhi di Baldoni.

Bersani ebbe l'input di scrivere questa canzone subito dopo aver visto in tv i volti dei figli di Baldoni che facevano un appello per la liberazione del padre.
Fu un appello insolito che lo colpì particolarmente: facce pulite, serene, educate, piene di cultura e voglia di vivere.
"Se fossi stato uno dei sequestratori, dopo aver visto quell'appello, mi sarei vergognato da morire" questa è stata la sensazione provata da Bersani, che ha letto molti articoli scritti da Baldoni nei suoi blog.


E questo è il testo di una canzone da ascoltare e riascoltare.


Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola
e ti assicuro non lo pagai
sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero
e il motivo non so spiegarlo
ma so andarmene lontano
se nessuno mi trattiene

e tornarmene a Milano
nonostante le catene

Ho lasciato la mancia al boia,
sai quanto mi servisse
un orologio Bulova
se il tempo lo scandiva la mia tosse

tanto che poi in cambio ottenni acqua
e un sorriso che pensai
fosse un rischio persino per lui
per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse
di viaggiare in solitaria
vedendo il mondo per esistere…

E chissà che poi non capita che ad uccidermi
sia per caso la pallottola amica di un marine
ma se chi dovrebbe darti aiuto
respinge il tuo saluto cosa fai?
bestemmi o preghi il dio del vetro
andando marciandietro via dai guai
e vai all’inferno
che la differenza in fondo non ci sta

Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola
e ti assicuro non lo pagai
sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero
e il motivo non so spiegarlo
ma nel giro di un minuto
dietro a un paio di lenzuola

è sbucato il sostituto
con in mano una pistola

Finalmente un po’ di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso
la chitarra elettrica e l’ho data via
chissà se gli errori del passato
sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato
il fatto che io spesso andassi via
un bacio a tutti,
quanti sogni belli e quanti brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno li riparerà…

Finalmente un po’ di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso
la chitarra elettrica e l’ho data via
chissà se gli errori del passato
sono ancora adesso in garanzia

e se mi verrà mai perdonato
il fatto che non fossi a casa mia
un bacio a tutti,
fate sogni belli e pochi brutti

i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno se li metterà
e a occhi semichiusi
attraverserà posti distrutti
e silenziosi

(Samuele Bersani)

Ulteriori informazioni su Enzo Baldoni: qui

Fonte foto e testi: dalla rete.

giovedì 14 dicembre 2006

relax

Qualche giorno fa, in un raro quarto d'ora libero.
La sdraio era già là, non ce l'ho portata io!

Interventi con PS per correzione contrasti e filtro controllo sfocatura.


Panasonic Lumix DMC-FZ30 - 1/125 - F5.6 - ISO80
Techno circular polarizer 55 mm.


mercoledì 13 dicembre 2006

gente... per Gino

People of Summer Jamboree 2006

A Gino è piaciuta molto, poi magari mi dirà cosa lo ha colpito così tanto, oltre alle signorine! ;-)

- note di backstage on -

Scatto eseguito in sella alla bici, fermo al lato della strada, con mia figlia sul seggiolino anteriore che dondolava a ritmo di musica Rock n' Roll suonata dal DJ.
Prova stabilizzatore superata brillantemente.

- note di backstage off -

Panasonic Lumix DMC-FZ30 - 1/500 - F6.3 - ISO80




http://www.free-lens.net
submitted on:
2006-09-27, 10:18:52


Comment by Marco Brivio [deleted user] written on 2006-09-27, 10:55:55

C'é davvero di tutto in questa foto: mare, barche, pedalò, piante, cabine da spiaggia, gnocchette...
Sicuramente a Gino saranno piaciute le barche :-)


Comment by Alvaro Poggiani written on 2006-09-27, 11:42:58

Ci fosse stato Gino...?
te lo dico io:
...avrebbe preso il 70-200 veloce come un gatto,
avrebbe montato il duplicatore e...
li vedi quei due Optimist vicino alla boa gialla...?
Ecco, avrebbe riempito la scheda con quella roba lì.
Gli importa assai (a lui) di spaghetti, ravioli, e gnocche:
è a dieta.


Comment by Gino Quattrocchi written on 2006-09-27, 13:06:43

Vabbè belle signorine....
innegabile !!!
ma è la luce la plasticità che dona alle figure
i vari piani che portano al mare laggiù
il senso di rilassatezza e piacevole vivere che si assapora
Insomma tutto quello che avrei perso col supertele per fotografare laggiù ;)
Complimenti per me è magnifica


Comment by Gino Quattrocchi written on 2006-09-27, 20:58:56

mamma mia quanto mi piace........:)
te lo volevo ridire...... :)



Comment by Marta P. [MilaCroft] written on 2006-09-27, 21:40:35

A me quello che colpisce è la simmetria tra barche e persone, stesso numero .. stessa posizione ...
ok forse sono malata :D


Comment by Gino Quattrocchi written on 2006-09-27, 22:13:01 replying to Marta P. [MilaCroft]

no no
sei sanissima
è un altra magia di questa foto :)



Comment by Giovanni Guerrieri written on 2006-09-27, 22:05:29

bella...manca solo l'audio....i due che bisbigliano...splendidi!



Comment by Gino Quattrocchi written on 2006-09-27, 22:11:57 replying to Giovanni Guerrieri

si vero ogni millimetro racconta qualcosa in questa scena :)



Comment by Gino Quattrocchi written on 2006-09-27, 22:15:25

quasi due ore dal mio ultimo commento.....
allora eccomi.ridico qualcosa
bella !!! anzi molto bella!!!
:))

PS
weilà.......... mica perchè e dedicata a me !!!
puoi anche cambiare il titolo
tanto stasera o domani matttina la ricommento :))))



Comment by Libero Api [eyeinthesky] written on 2006-09-28, 09:22:49 replying to Gino Quattrocchi

Per me sei malato! ;-)
E pensare che io l'avevo buttata là sul sito e manco l'ho più rivista finchè non sei passato tu a dirmelo, eheheh...

Fai una cosa, per favore: ogni tanto fai un giretto sul mio spazio e segnalami i capolavori nascosti nell'armadio! ;-)

Buona giornata, Gino-talent-scout!

caro Sindaco...


Alla c.a. della Sig.ra Luana Angeloni
Sindaco del Comune di Senigallia


Caro Sindaco,

Ti invito, con la presente, a prendere in considerazione la sostituzione del vecchio e onorato stemma municipale, sia sul gonfalone che sulla carta intestata degli uffici comunali, con questa mia elaborazione visibile in allegato che, per l'occasione delle festività natalizie, potrebbe portare un po' più di gioia ai Tuoi concittadini nell'approcciarsi con gli impiegati pubblici e con le istituzioni in genere.

Si coglie l'occasione per porgere i migliori auguri di Buone Feste e Felice Anno Nuovo


un Tuo dipendente


a me gli occhi, please!


Sony DSC-F717
1/50
F2.0
ISO320
macro



"...tra pochi minuti mi sveglierò..."

...penso queste parole che ancora sto dormendo, o forse sono in dormiveglia, difficile da spiegare.
E' come se il mio orologio biologico sapesse che tra un minuto suonerà la sveglia e già inizia a pre-riscaldare il cervello così da tenerlo pronto a far scattare immediatamente la mano sulla sveglia stessa per bloccare l'allarme dopo il primo squillo (una sorta di gara tra lui e lei, un 'mezzogiorno di fuoco' alle 6:20 del mattino, cominciamo bene...)

Stamattina ti voglio bello carico, questa sarà una lunga giornata quindi devi essere positivo, ottimista ed efficiente! Vai con il sorriso, con l'espressione rilassata, con la postura fiera, con il passo molleggiato, con la stretta di mano vigorosa, con lo sguardo penetrante!
Svelto, scendi dal letto e corri in bagno, fatti la barba, lavati la faccia, mettiti un po' di profumo, vestiti, fai colazione e corri via verso il posto di lavoro, agile e scattante, forza!!

Ok, ok, ora mi alzo...



Con stanchi passi mi dirigo ondeggiando verso il bagno, cerco l'interruttore, accendo la luce...
mi specchio.....

...vabbé, facciamo che se ne riparla domani, ok?

martedì 12 dicembre 2006

maschera tra le maschere

Sony DSC-F717 -1/50 - F2.4 - ISO120

Venezia - Ponte di Rialto
12 aprile 2004
Meeting utenti Usefilm

Eravamo un bel gruppetto di amici, ci eravamo ritrovati lì a Venezia per fare due chiacchiere e scattare qualche foto nella città più bella del mondo, e già da alcuni minuti eravamo fermi sulla sommità del Ponte di Rialto.
Si sa, quando si è in gruppo e con tanta folla è facile perdersi, e così stavamo aspettando coloro che si erano attardati a far foto chissà dove o a curiosare nelle bancarelle.
Per ingannare l'attesa scattavo qua e là, c'era tantissima gente di tutte le razze e colori, gente allegra, c'era chi chiacchierava e gesticolava, c'era chi si baciava, c'era chi si abbracciava, c'era chi stava in posa in attesa di farsi scattare dagli amici 'la foto a Venezia', c'era chi mangiava un gelato, c'era chi acquistava souvenir inutili dalle bancarelle e poi...

...c'era anche lei, una maschera tra le maschere.

Stava lì, sulla soglia di quel negozietto, completamente estraniata dal mondo che le girava attorno, con lo sguardo perso chissà dove, con in testa chissà quali pensieri.
Non mi ha sicuramente visto mentre la inquadravo, così come non ha visto le centinaia di persone che le giravano attorno.
In realtà penso che non stesse guardando un bel niente in quel momento.

Era solo
una maschera tra le maschere.

Stava sognando? Probabilmente si, ma cosa? Probabilmente doveva trattarsi di un sogno non troppo allegro vista l'espressione che aveva sul viso, anzi, sarebbe più giusto dire che non aveva la minima espressione sul viso.

Era proprio una maschera tra le maschere.

Guardando il suo viso mi viene da pensare a quante volte, anche io, pur stando in mezzo a tanta gente, "non ci sono" per nessuno, vivo in un'altra dimensione, non sento le parole, le risate, i rumori intorno a me.
Magari non sto neanche pensando a chissà che cosa, sono semplicemente come lei...

...una maschera tra le maschere.

la magia dell'alba

Chiudi gli occhi e immagina...

...un mattino d'inverno, una spiaggia dove l'unica presenza umana è la tua, la bora gelida che ti taglia la faccia, ti fa lacrimare gli occhi e ti congela le mani, due gabbiani che volano lentamente e senza meta, la sabbia coperta dalla brina semigelata, le onde che arrivano a sfiorare la punta delle tue scarpe, qualche puntino luminoso
nel cielo blu intenso, un leggero bagliore verso est, delle nuvole che si addensano all'orizzonte e che lentamente iniziano a colorarsi con i colori del fuoco...

Ora riapri gli occhi e segnati questo appuntamento:
domattina alle 7.00 puntuali in spiaggia, tu e la tua macchina fotografica.

E nessun'altro.

Sony DSC-F717 - 1/30 - F2.0 - ISO100

foto di copertina

Vedere un propria foto sulla copertina di una rivista fa sempre piacere, anche se non si tratta né di una rivista di fotografia né tantomeno del "National Geographic" (quella sì che sarebbe un sogno!).


Si trattava del periodico del Comune di Senigallia dell'Aprile-Maggio 2004, rivista che viene distribuita gratuitamente alle famiglie residenti sul territorio comunale.
Tutto sommato ha una discreta tiratura, e vedere una mia foto stampata in così tante copie mi ha fatto un bell'effetto oltre a una discreta soddisfazione.
Tra l'altro quella foto l'avevo scattata con una fotocamera dalla risoluzione ridicola (Canon PowerShot A50 da 1,2 Mpixel) e si vede tutta.
Il "National Geographic" sicuramente l'avrebbe scartata.

Vabbé, dopotutto si comincia sempre dal basso per poter salire in alto (il problema è che non sto ancora soffrendo l'altitudine, sigh!)

lunedì 11 dicembre 2006

l'ostetrica e il fotografo

Non si tratta di un nuovo reality sulla falsariga de 'la pupa e il secchione', ma è un piccolo aneddoto di quel giorno che nacque mia figlia.
Era il 18 dicembre 2004, quasi due anni fa.
La nascita di un figlio è sempre una grossa emozione, e per me era la seconda; ma c'era qualcosa di diverso questa volta.
Stavolta avevo una passione in più rispetto a tre anni prima, stavolta avevo il pallino della fotografia ed avevo deciso di immortalare i suoi primi attimi di vita o, perlomeno, i primi ai quali io avessi potuto assistere.
Non potendo entrare in sala parto causa taglio cesareo, mi sono dovuto accontentare di entrare nella sala adiacente, quella dove l'ostetrica lava il neonato, lo pesa e lo prepara per 'mostrarsi in pubblico'.
E quindi ero bardato di tutto punto: camice bianco, ghette bianche, non ricordo se mi avessero dato anche una cuffietta bianca e... la mia fida Sony F717 pronta a scattare ben stretta in mano!
E così faccio la conoscenza con Caterina, tutta sporca e in preda ad un pianto inconsolabile.
Mamma mia, quant'è bruttina!
No no, è bellissima!!! :-)
Ok, basta con i sentimentalismi, qua c'è da lavorare! Inizio a scattare a raffica, poi, quando adagiano la bimba avvolta in lenzuola bianche sotto una macchina con una lampada calda per mantenerla alla giusta temperatura e farla abituare al nuovo ambiente, setto la fotocamera in modalità macro e piazzo l'obiettivo a pochissimi centimetri di distanza dal suo viso per farle dei primissimi piani.

Sony DSC-F717
1/50
F2.0
ISO800

Me ne sto tutto preso dal mio lavoro mentre si avvicina l'ostetrica, che mi guarda perplesso.
Guarda me, poi abbassa gli occhi verso il 'cannone' della Sony che sta sparando in direzione della piccola testolina.
Poi rialza lo sguardo su di me.
Con la coda dell'occhio vedo il viso dell'ostetrica che sembra chiedersi "ma che diavolo sta facendo 'sto tipo?" e, quando noto che sta per aprire la bocca per dirmi qualcosa, temo che stia per arrivare un rimprovero nei miei confronti; mi blocco, e istintivamente allontano la fotocamera dalla piccoletta che ancora sta piangendo, come se si fosse incacchiata che suo padre, invece di coccolarla, le stia facendo le radiografie...
L'ostetrica ora fissa la mia Sony, allunga il dito indice indicando l'obiettivo (io intanto aspettavo che mi chiedesse di togliere di mezzo quell'attrezzo malefico)
e mi dice...

"AMMAZZA, MA QUANTI MEGAPIXEL HA??"

E così, mentre
coccolavo la mia Caterina, abbiamo iniziato a parlare di macchine fotografiche, che ostetrica fantastica! ;-)

venerdì 8 dicembre 2006

la coniglietta del murales

Sony DSC-F717 - 1/50 - F2.3 - ISO100 - Aprile 2003

C'era una volta una coniglietta che abitava in un sottopasso della ferrovia buio e puzzolente.
Era sempre lì, con la sua aria innocente e allo stesso tempo tremendamente sexy, sia che facesse bello o cattivo tempo, caldo o freddo, di giorno e di notte.
Ogni volta che passavo di là lei mi sorrideva e io la salutavo strizzandole l'occhio.
Il bello era che, anche se potevo fare una strada più comoda per arrivare al mare, percorrevo quel tunnell
apposta per incontrarla e gioire del suo saluto.

Poi un giorno non l'ho trovata in casa, ed è stato un vero dispiacere incontrare un nuovo inquilino: al suo posto ora c'era un alieno verde, brutto e antipatico, che non si è nemmeno mai degnato di porgere un saluto al mio passaggio.


Panasonic Lumix DMC-FZ30

1/30
F2.8
ISO80


Non ho più rivisto in giro quella bella coniglietta, chissà dove sarà andata ad abitare.
Forse se ne è ritornata in Senegal.....

giovedì 7 dicembre 2006

una foto bugiarda

Dicono: "la fotografia è lo specchio della realtà di quel momento, riporta fedelmente ciò che noi vediamo attraverso l'obiettivo"
Verissimo.
Però posso far vedere tutto e il contrario di tutto ciò che io, in quel momento, sto vedendo.
Già il semplice fatto di riprendere solo un 'rettangolo' di quello che il mio occhio vede, fa cambiare, e di molto, ciò che dalla foto può recepire chi la osserva.
Quindi riprendere solo un cassonetto stracolmo di immondizia in un angolo di una strada svizzera pulitissima e lucente, fa immaginare, a chi vede l'immagine, che in Svizzera, all'ora di pranzo, emigrano le pantegane dall'Italia per andarsi ad abbuffare!
E non solo l'inquadratura può essere bugiarda della realtà, ma anche come questa inquadratura viene fatta vedere.

Esempio:
la foto si intitola "over the clouds"
(sopra le nuvole, e già il titolo induce a pensare ciò che si vuol far pensare)

Sony DSC-F717 - 1/50 - F2.3 - ISO100


volo AZ44165354 Roma-New York
gennaio 2004
17:05 ora locale

Ci sono, dopo tanta attesa sono finalmente in volo verso New York!
Abbiamo da poco superato le Colonne d'Ercole, l'Europa è ormai alle spalle e il panorama dal finestrino è completamente occupato dalla vastità dell'Oceano Atlantico, ancora qualche ora di volo e vedremo finalmente le coste dell'America settentrionale.
All'improvviso una spessa coltre di nuvole nasconde l'orizzonte, ma sono basse e l'aereo ci vola sopra, sembra quasi scivolare sopra un tappeto di soffice lana.
Il sole, ormai prossimo al tramonto, irradia il cielo e le nuvole con colori caldi, forti, intensi, con tonalità che passano dal giallo all'arancio, dal rosso al viola, fino a miscelarsi con il blu intenso del cielo, dove già fanno capolino i primi puntini delle stelle più luminose.
La visione è di quelle da togliere il fiato, ed io non posso resistere alla tentazione di immortalare questo spettacolo della natura, e scatto, e scatto... e scatto......



Ora provate a girare la testa sottosopra (o girate la foto di 180°, dipende da cosa vi riesce più facile) la realtà cambia, e di molto!



Senigallia, Mare Adriatico
gennaio 2004
6:45 del mattino ora locale

Sono in spiaggia, dove spesso passo a quest'ora prima di recarmi in ufficio, lo spettacolo dell'alba sul mare mi affascina troppo, e iniziare la giornata scattando una bella foto mi mette di buon umore.
La temperatura però è molto bassa, ci saranno quasi zero gradi, un filo di bora gelida mi fa lacrimare gli occhi e congelare le mani, purtroppo con i guanti non riesco ad impugnare bene la macchina fotografica.
Il sole sta per sorgere, ma già irradia il cielo e le nuvole con colori caldi, forti, intensi, con tonalità che passano dal giallo all'arancio, dal rosso al viola, fino a miscelarsi con il blu intenso del cielo, dove fanno ancora capolino gli ultimi puntini delle stelle più luminose.
La visione è di quelle da togliere il fiato, ed io non posso resistere alla tentazione di immortalare questo spettacolo della natura, e scatto, e scatto... e scatto......


eheheheheh!!!!!

fantasmi?

Sony DSC-F717 - 1,6 sec. - F2.2 - ISO100 - no tripod


"Brrrrrrrrrrrrrrr!!!!!
Tesoro, ho sentito un brivido...

ho avuto una sensazione strana........
come se mi fosse passato accanto un fantasma..."


(aspettando lo spettacolo pirotecnico sul mare)

fantasmi estivi

Arrivano la mattina presto,
già poco dopo l'alba.

Come fantasmi,
in coppia o da soli, vagano sul bagnasciuga senza meta,
e poi, stanchi, si adagiano ad osservare i riflessi sulle onde.
Addirittura alcuni conficcano nella sabbia
curiosi oggetti a forma di fungo...

bah!...
strani questi fantasmi estivi...

Sony DSC-F717 - 1/1250 - F8.0 - ISO100

mercoledì 6 dicembre 2006

memorie di un soldato

Tutti i bambini adorano giocare con le pistole giocattolo, si divertono a fingere la guerra, camminare per la casa a pelle di leopardo, mimetizzarsi e sparare ai nemici; anche mio figlio.
Già, i nemici... ma quali nemici?

Se davvero conoscessero cos'è la guerra.......


Panasonic Lumix DMC-FZ30
1/250
F3.6
ISO100

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...se solo per un momento provassero cosa vuol dire starsene al riparo dalle pallottole vaganti dentro questa trincea polverosa, sotto il sole cocente, con la morte sempre al fianco, con la paura che ogni istante vissuto sia anche l'ultimo...
Se solo sapessero cosa vuol dire sparare ad un uomo che non conosci, che ha una lingua diversa dalla tua, che ha la pelle di un colore che non è il tuo, che prega un Dio che non preghi tu...
se solo sapessero...

Oggi ho ucciso un uomo, oggi ho ucciso un fratello, oggi ho creato una nuova vedova e nuovi orfani, oggi ho capito che il mio Dio non è migliore del suo, se mi permette di compiere un crimine così orrendo senza punirmi.

E i miei figli?
Saranno contenti di avere un padre eroe di guerra, con una medaglia appesa alla divisa, che ha ricevuto gli onori da gente con le mostrine luccicanti e riconoscimenti di orribili battaglie orgogliosamente ostentate sul petto ma che si porta sulla coscienza un peso così opprimente... il peso di aver creato una vedova e degli orfani dall'altra parte del mondo.

E mia moglie?
Sarà davvero fiera di me quando mi sentirà
sudato e delirante rigirarmi nel letto, e svegliarmi con un grido da un incubo ricorrente, soffocando a stento un senso di vomito, con gli occhi fuori dalle orbite e con le mani e le gambe tremolanti?

L'incubo è sempre quello:
il deserto, le bombe, la paura, la morte...
i suoi occhi che mi fissano allucinati mentre gli sparo al petto, il suo grido soffocato, il mio stomaco che si chiude...
e subito dopo un lampo accecante che mi scaraventa nell'angolo più remoto di quella trincea....
un odore acre nell'aria, un sapore amaro in bocca...

poi il buio nei miei occhi...............



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Mamma mia, sto vaneggiando!
Questi pensieri mi sono venuti in mente mentre guidavo in autostrada di sabato mattina, e meno male che erano solo 20 km!!!

La cena a casa di amici di venerdì sera ha lasciato una pesantezza tangibile non solo sullo stomaco...

martedì 5 dicembre 2006

quante lacrime

Tempo fa mio figlio mi chiese "papà, ma gli adulti non piangono mai?"
Non ricordo cosa gli risposi.....

Sony SDC-F717 - 1.30 - F2.3 - ISO320


lacrime...
quante lacrime hanno solcato questo mio viso...

lacrime di dolore
lacrime per paura
lacrime d'amore
lacrime di gioia
lacrime per accompagnare chi parte
lacrime per ricordare chi non c'è più
lacrime amare

me le sentivo scivolare sulle gote
paffute e morbide
così ora le sento incanalarsi
tra le rughe e la barba incolta
cadere giù
pesanti e stanche
formando cerchi sempre più larghi
su questo mare
su questa vita...

piangi, figlio mio
non vergognartene mai
e ricorda ogni tua lacrima
se dentro ha qualcosa di te......

per sempre noi

Panasonic Lumix DMC-FZ30 -1/500 -F8.0 -ISO80


"Quella finestra sembra il capolinea della vita, che i due romantici vecchietti sembrano sul punto di abbandonare... ma fino a quel momento saranno insieme nel reciproco rispetto. Se non e' amore questo..."
(Maurizio Massetti)

"Bella coppia
essenziale la situazione e il contesto con le figure in contrapposizione con la finestra.
Atmosfera tangibile e fa riflettere
direi non male.... anzi bravo!!"
(Gino Quattrocchi)

"Contenuto umano e composizione semplice ed efficacissima fanno di questa immagine una di quelle che non si dimenticano."
(Paolo Longo)

"L'aver saputo cogliere quel passo all'unisono, l'averlo presentato con questo titolo, questa è pura sensibilità che strizza l'occhio dietro l'obiettivo."
(Bubamara)

"Molto bella ed intensa c'e' condivisione aiuto, sintonia, la finestra sembra rappresentare un punto di vista diverso da quello del fotografo, c'e sempre un dritto e un rovescio, un bianco e un nero."
(Ventrix Drogo)

"...continui a raccontare con amore la vita, e tutte le sue stagioni. Questa è dolcissima, Libero.
Un caro saluto"
(Marco Piantedosi)

"Un bell'omaggio a questa copia 'collaudata'. Nonostante le loro espressioni un pò sofferenti, mi infonde serenità."
(Paola Lubrano Lavadera)

"Lo scatto è tuo, porta la tua immacabile 'firma'. La cura maniacale della composizione, e l'equlilibrio degli elementi nella scena riconducono a te. Interessante anche l'applicazione della regola dei terzi.
Splendido e tenero nello stesso tempo questo scatto. Mi piace il gesto che sei riuscito a cogliere, il modo affettuoso di tenersi per mano. Complimenti."
(Orazio Minnella)